INTERVISTA A STEFANIA MANFRE'

 

Blogger torinese molto talentuosa, ha aperto il suo blog ChicChissima in un momento particolare e poi si è rivelato un successo. Volete scoprirne di più? Leggete l’intervista che le ho fatto!

Chi è Stefania Manfrè? Parlaci un po’ di te...

Sono nata a Torino, per cui sono torinese a tutti gli effetti anche se i miei genitori non sono torinesi, sono un mix tra Nord e Sud, mio papà è veneto e mia mamma è calabrese, si sono conosciuti a Torino e poi sono nata io, ho anche una sorella che è più giovane di me. Sono laureata in lingue e letterature straniere e da sempre lavoro nell’ambito della comunicazione e del marketing, ho iniziato come addetta ufficio stampa in Consiglio regionale, ho fatto lavori saltuari e adesso da dieci anni a questa parte lavoro per una multinazionale americana che si occupa di software dove mi occupo di comunicazione, a latere, nascono il blog e la passione per la moda: mia mamma era sarta, sono cresciuta in mezzo a cartamodelli, aghi e spilli, ho iniziato aiutandola con le imbastiture, a tracciare righe e segni sui tessuti e da lì è nata la mia passione. In realtà poi il blog nasce da un periodo difficile della mia vita quasi come terapia, perché, ormai quattro o cinque anni fa, per motivi di crisi, rimasi a casa per un periodo abbastanza lungo, segue la mia maternità, per cui il periodo si allunga ulteriormente e visto che io non so stare senza fare nulla, ho iniziato a raccontare quello che facevo, gli stilisti che conoscevo, ho iniziato a parlare di cose che in realtà in Italia non c’erano, che avevo visto in Francia, negli Stati Uniti, in Oriente e ho iniziato a mettere tutto nero su bianco, a scrivere. Questo mi ha aiutato a non annoiarmi e ha dato sfogo a quella che era ed è una mia passione. Quando sono tornata in ufficio, mi dispiaceva chiudere il blog, ormai avevo un certo seguito e ho continuato nonostante tutto, nonostante io lavori otto ore al giorno, abbia una bambina di tre anni, una casa, un marito, le cose da fare, cerco di dedicargli tutto il mio tempo libero.

 

Approfondiamo la figura della blogger, che cosa fai esattamente?

Io forse sono un po’ anomala: ho una struttura mentale aziendale, per cui lavoro come lavoro in ufficio. Lavoro in due modi: uno è andare in giro, guardando e scrivendomi quando vedo o trovo qualcosa di nuovo che non conosco, un’altra fonte per fare ricerca sono le riviste di settore, per cui ne leggo molte, ad alcune sono abbonata e anche lì, tutte le volte che trovo il nome di uno stilista che non ho mai sentito nominare, mi scrivo il nome, mi ritaglio l’articolo, vado a vedere chi è e se mi piace lo contatto. Cerco di lavorare in maniera ordinata, quindi tenendo un vero e proprio calendario editoriale, così riesco ad organizzarmi per tempo e, di volta in volta, ho un’idea più o meno abbozzata di quello che voglio scrivere in modo che cerco di fissarmi l’appuntamento, di leggere, di informarmi e poi scrivo l’articolo.

 

Come hai scelto il nome del tuo blog? Su che cosa ti sei basata?

Non volevo nulla che si rifacesse ai termini “fashion” e “moda”, ma volevo che si intuisse di un’indole, qualcosa che uno ha dentro, che è l’essere chic, ho pensato proprio di legare il blog a un’idea di eleganza che ognuno ha, l’espressione dell’eleganza che ognuno ha in sé. Per questo ho utilizzato il termine chic. Avevo pensato anche ad altri nomi che contenessero questo termine, poi, molto onestamente, facendo ricerche su Google e guardando ciò che c’era libero, quello che mi piaceva di più era ChicChissima. Sono sicuramente partita con l’idea di non fare un blog che parlasse di moda come lo facevano gli altri, per leggere di moda, di tendenze, dell’ultima collezione o della sfilata di Prada, probabilmente c’è gente che lo fa meglio di me: uno può comprare una rivista, ci sono informazioni ovunque, si può guardare la sfilata in streaming, quindi ho deciso di focalizzarmi sulla ricerca, la ricerca degli emergenti, stilisti meno conosciuti, che hanno meno possibilità di farsi notare, di venir fuori. Lo faccio a 360°, quindi non solo occupandomi di stilisti torinesi , ma anche a livello internazionale, con addirittura un occhio di riguardo alla moda emergente africana, alla moda musulmana, per cui ho scritto un paio di articoli, perché la moda non è solo italiana, ci sono mercati emergenti dove la moda non è solo un business ma sta veramente diventando un’esplosione, in alcuni paesi c’è proprio un’esplosione di creatività. Nel blog ci sono incursioni anche di altre mie passioni come il design, perché a me piace l’arte contemporanea per cui mi piace parlare di contaminazione e del connubio tra arte e moda, poi ho ospitato degli illustratori, perché mi piace il disegno, non so tenere una matita in mano, mi sarebbe piaciuto tantissimo saper disegnare o dipingere, ma sono completamente negata, però è una cosa che a me piace. Ti svelo un miniprogetto: ho intervistato un illustratore americano molto divertente, che ha creato una striscia chiamata Heroine Chic con un'eroina, Zoe Porter e, dato che il mio blog si chiama Chicchissima, non potevo non intervistarlo e allora, durante il mio ultimo viaggio a New York l’ho contattato e sono riuscita a fargli un'intervista, è una cosa molto recente. Questo illustratore mi ha chiesto di individuare un paio di stilisti indipendenti che possano vestire la sua eroina, perciò ho pensato già ad un paio di persone da proporgli.

 

Parlando del nome del blog, hai parlato di eleganza. Che cos’è l’eleganza per te?

L’eleganza è secondo me espressione di sé stessi, l’eleganza non è qualcosa di descritto, non ci sono dei dettami, nessuno ti insegna ad essere elegante, elegante è interpretare la moda in base a quello che sei tu, perché secondo me la moda alla fine è espressione, è un linguaggio. Io trovo eleganti persone in jeans, t-shirt e felpa, trovo eleganti persone in tubino nero, l’importante è che si stia bene, che si stia bene nei panni che si indossano. A me è successo un paio di volte di non sentirmi a mio agio, in quelle occasioni non ero elegante, perché non stavo bene nei miei panni.

 

Dato che eri presente, cosa ne pensi della Torino Fashion Week?

E’ stato un evento molto interessante, soprattutto per me che mi occupo di emergenti. Mi è piaciuto anche l’inserimento da parte dello IAAD di alcuni studenti. Ho aspettato la settimana della moda torinese abbastanza con ansia ed ero molto curiosa. All'inizio ho nutrito un po' di perplessità sulla location, per quanto interessante, speravo comunque che potesse dare veramente visibilità alla manifestazione e accoglierla nel miglior modo possibile. Avevo dei dubbi anche sul periodo, potevano esserci, ad esempio, persone che i primi di luglio sarebbero andate via. Sicuramente è stato un bellissimo evento. Come hanno detto gli organizzatori è un'edizione zero, per cui tutto è ovviamente migliorabile, è stato un test, però hanno fatto secondo me un lavoro straordinario perché dev'esserci veramente tantissimo dietro. Tra l'altro conosco alcuni stilisti che hanno sfilato e all'inizio ero anche molto curiosa di scoprire quelli che non conoscevo, quindi ho seguito con attenzione entrambi.

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Commenti: 4
  • #1

    alessandra (giovedì, 21 luglio 2016 11:16)

    Non la conoscevo, ora la seguirò
    www.alessandrastyle.com

  • #2

    Fashion Teenagerss (giovedì, 21 luglio 2016 11:24)

    Mi fa piacere!

  • #3

    MilanoTime (martedì, 26 luglio 2016 17:06)

    Ma che bell'intervista
    Ti auguro una meravigliosa giornata tesoro!
    bacioni
    Dili
    Nuovo post: http://www.milanotime.net/black-cap-sleeve-lace-dress/

  • #4

    Fashion Teenagerss (martedì, 26 luglio 2016 20:46)

    Grazie!!